
All'inizio c'è la lana
Si chiama lana vergine la lana ottenuta dalla tosatura di una pecora. Prima che ne nasca un tessuto lavorabile servono circa quaranta fasi di lavorazione: dal lavaggio e dalla cernita alla filatura, fino alla tessitura. A un certo punto ci si accorse che la lana vergine infeltrita protegge particolarmente bene dal vento e dalle intemperie. I contadini di montagna ne svilupparono una tecnica, i cacciatori ne sfruttarono i vantaggi – e oggi il Loden è un nome noto ben oltre la sua patria alpina.
Contro vento e intemperie
Dal Walk (lana cotta) e dal Loden in panno nascono giacche e cappotti che resistono a qualsiasi tempo e restano comunque traspiranti. Tra i capi più noti ci sono il Walkjanker e lo Schladminger, che ha la sua patria nella regione del Dachstein. Anche la classica giacca tradizionale è realizzata in Loden. Una forma particolarmente originaria è il Wetterfleck: una mantella semplice e affidabile contro le intemperie, i cui antenati si indossavano già nell'antica Roma.



Un tuttofare infeltrito
Con la follatura si formano nel tessuto minuscole camere d'aria. Creano uno strato isolante che trattiene il calore e al tempo stesso protegge dal freddo. Il Loden è antivento, resistente, idrorepellente e si sporca poco – e richiede quindi pochissime cure. Di solito basta spazzolare brevemente il Gwand. La sua robustezza fa del Loden un compagno longevo, che non di rado passa da una generazione all'altra.
















































